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Dopo il convulso avvicendarsi degli avvenimenti politici che hanno visto il dissolversi dei regimi comunisti, cadono inevitabilmente, sotto la scure di una critica senza appello, anche le opere di quei pensatori marxisti che di questi regimi costituivano il fondamento teorico. Fa eccezione Storia e coscienza di classe che, pur non esente da elementi speculativi legati all’orizzonte marxista della sua epoca, possiede una tale ricchezza di geniali e anticipatrici intuizioni da avere a suo tempo influenzato filosofi come Adorno, Sartre e Merleau-Ponty e chiamato a un confronto anche l’Heidegger di Essere e tempo. Notamente, il tema decisivo dell’alienazione interpretata in base al concetto di reificazione, così come quello di centralità della nozione di merce nella società capitalista superano i confini della contingenza speculativa per entrare in una dimensione ancora attualissima. Come ogni grande testo filosofico, Storia e coscienza di classe è un libro per tutte le stagioni.

 

György Lukács nacque a Budapest nel 1885. Nel 1911 pubblicò L’anima e le forme, nel 1919 Teoria del romanzo. Fece parte del governo di Béla Kun; emigrò quindi a Vienna (dove conobbe Max Weber e Thomas Mann) e a Mosca, dove rimase fino alla fine della guerra. Nel 1956 entrò a far parte del governo Nagy; venne arrestato e confinato per alcuni mesi in Romania. È morto a Budapest nel 1971.

 

György Lukács

STORIA E COSCIENZA DI CLASSE

pp. XIV-426 - Euro 24,80 - 18BN 88-7198-127-8