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La Sugarco è lieta di presentare per la prima
volta in Italia questo poemetto di Samuel Beckett testo destinato,
speriamo, a conseguire notevole fama, e che certamente costituisce un
risultato poetico di notevolissimo livello.
Protagonista ne è un larvale ectoplasma la cui immagine si leva
faticosamente da un tavolo (in un indefinito scantinato, in una spenta
sub-luce) e vaga altrove, fra suoni inidentificabili, frammenti di ricordi
mortali, luoghi obliati. Ma lindefinito protagonista (Egli)
resta insieme seduto a quel tavolo (Seduto una notte al suo tavolo
/ con la testa appoggiata sulle mani / vide se stesso / alzarsi e andarsene
),
mentre il fantasma vagante rientrerà periodicamente nel proprio
immobile se stesso. Sdoppiamento chimerico e letale, da cui
emergono confusi conati esistenziali, rauchi suoni, e un disperato desiderio
di morte.
Ma il testo pone in essere, di questa nuova e spettrale realizzazione
del mito del sosia, una traduzione linguistica, fatta di ossessivi ricorsi
a frantumazioni lessicali, quasi rintocchi di una sconnessa musica ferale.
E il fantasma vagante costituisce un personaggio assolutamente paragonabile
ai protagonisti della disumana commedia di Beckett dal morente
Malone allInnominabile, da Vladimir e Estragon alle larve di Fine
di partita, a Krapp
la cui carica di distruzione antropologica
è costantemente volta nella forma adeguata di dissolvenze
verbali al tragico confine del nulla.
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