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| La letteratura
sulle accuse di omicidio rituale di bambini (e talora adulti)
cristiani rivolte agli ebrei è immensa. Decine di processi sono stati
ricostruiti minuziosamente, e si è tentata anche qualche interpretazione
dinsieme. Curiosamente, uno dei documenti più spesso citati
di questa letteratura, nato in lingua italiana, non è mai stato pubblicato
in Italia. Si tratta del voto approvato il 24 dicembre 1759 preparato per
il SantUffizio dal cardinale Lorenzo Ganganelli, che diventerà
più tardi papa con il nome di Clemente XIV. Riprendendo una tesi
che compare in documenti del magistero pontificio fin dal Medioevo, il voto
mette in guardia i cattolici dal prestare fede a false accuse contro gli
ebrei, e presenta la questione dellomicidio rituale come quella che
oggi chiameremmo una leggenda urbana, non senza ricordare che le stesse
accuse erano state rivolte dai pagani ai primi cristiani. Il testo del futuro Clemente XIV è preceduto da uno studio che fa luce sui rapporti complessi ma mai univoci o unilaterali fra la Chiesa cattolica e il mito dello omicidio rituale, che esponenti del mondo cattolico hanno nei secoli accreditato sia, come nel caso del voto del cardinale Ganganelli, autorevolmente smentito e combattutto. Il mito dell'omicidio rituale è quindi inquadrato in una sociologia dellantisemitismo che ne mette in relazione la diffusione con epoche di crisi e distensione in cui, poste di fronte a nemici esterni, le religioni maggioritarie si mostrano più sensibili alla tentazione dellintolleranza nei confronti di avversari e concorrenti interni, contro i quali anche le accuse più estreme sono più facilmente credute e rimesse in circolazione. |
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CATTOLICI, ANTISEMITISMO E SANGUE Il mito dell'omicidio rituale pp. 144 - Euro 16,00 - ISBN 88-7198-489-7
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