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Entro in un cortile, sono vestito di nero, ho una cravatta da poeta, i miei zii sono tutti riuniti lì, sono tutti immensi, sotto lalbero chitarre e coltelli, canti che rapidamente interrompe laspro vino. E allora aprono la gola di un agnello palpitante e mi avvicinano alla bocca una coppa bruciante di sangue, tra spari e canti e mi sento agonizzare come lagnello, e anchio voglio arrivare ad essere un centauro, e, pallido, indeciso, perduto in mezzo allinfanzia deserta, levo in alto e bevo la coppa di sangue . Autentici poemetti in prosa, i testi riuniti nel presente volume sono tra i più belli e significativi di Pablo Neruda. Attraverso essi è possibile cogliere la grande sensibilità del poeta, le sue inclinazioni verso lautobiografia e levocazione mitica delle origini, di uomo della frontiera, di quel sud madido di pioggia che compare continuamente nella sua poesia e che è come il luogo dellanima, non un paradiso perduto bensì una presenza fortificante lungo il corso di tutta lesistenza. Verso di esso va remotamente la memoria, nella straordinaria avventura dei treni, tra boschi, chitarre e coltelli. I centauri de La coppa di sangue danno un senso mitico ed eroico alla durezza della vita dei pionieri, nella quale si afferma il culto della forza e dellavventura, ma anche un messaggio che scaturisce dalle presenze familiari defunte, che confermano al poeta la sua connessione interminabile con una determinata vita, regione e morte. |
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LA COPA DE SANGRE - LA COPPA DI SANGUE A cura di Giuseppe Bellini pp. 112 - Euro 12,91 - ISBN 88-7198-404-8
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