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“Il solo scopo per il quale si può legittimamente esercitare un potere su qualche membro della comunità civilizzata contro la sua volontà è quello di impedirgli di nuocere ad altri…Su se stesso, sul suo corpo e la sua mente l’individuo è sovrano”.
È questo il nucleo di verità che il lettore troverà illustrato in maniera esemplare in questo saggio, scritto da John Stuart Mill nel 1859, e subito considerato uno dei classici del pensiero liberale, e cioè che la libertà è la sorgente della creatività umana in ogni campo, dalla scienza all’arte, dalla politica all’economia. Per questo ogni altro principio, quello dell’ordine, del governo popolare, della giustizia deve coniugarsi con quello della libertà. Diversamente, la società è condannata a ascivolare lungo la china del dispotismo politico e del conformismo sociale, in fondo alla quale c’è solo la pietrificazione delle due forme di vita.

John Stuart Mill (Londra 1806, Avignone 1873) è considerato uno dei massimi filosofi dell’Ottocento. Formatosi sotto la guida di Jeremy Bentham, diede organica sistemazione alla tradizione empirista e liberale inglese. Ostile a ogni forma di socialismo, che avrebbe limitato la libertà individuale, Mill si pronunciò per una politica di riforme istituzionali e distributive intese a realizzare una maggiore giustizia e un “governo di tutti per tutti”. Fu anche membro, per tre anni, della Camera dei Comuni. Opere principali: Sistema di logica, 1843; Principi di economia politica, 1848.

 

John Stuart Mill

SULLA LIBERTÁ

pp. 192 - Euro 7,23 - ISBN 88-7198-039-5