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I cinque racconti qui selezionati rappresentano un saggio significativo della produzione narrativa breve di Thomas Hardy e offrono un panorama compiuto della esplorazione esistenziale da lui condotta in quel mondo contadino, ancora cementato da profondi vincoli umani, ma già intaccato dalle prime incrinature, che anticipa la frantumazione dell’identità dell’uomo rurale e la sua polverizzazione ad opera delle macchine e del mondo tecnologico. La sconcertante modernità di Hardy, le cui tematiche esistenziali alcuni critici avvicinano a quelle di Samuel Beckett, trova qui la sua conferma.

 

Thomas Hardy (1840-1828), scrittore e poeta, è considerato uno dei classici dell’Ottocento inglese. Genio romantico, egli profila cupi drammi di anime contro lo sfondo malinconicamente triste e immobile della sua terra natale, il Dorsetshire (il “Wessex" dei romanzi), terra fuori mano e dagli orizzonti limitati. Qui egli vive e impara a conoscere, nelle sfumature più impercettibili, la vita della comunità agricola pastorale ancora regolata dai ritmi della natura e dall’atavico codice socio-conomico-culturale della struttura rurale, mentre il resto del Paese già da tempo si muove al ritmo frenetico della nuova civiltà industriale. Tra le sue opere ricordiamo: Via dalla pazza folla (1874), Il ritorno al paese (1878), Il sindaco di Casterbridge (1886), Tess dei d’Ubervilles (1891), Giuda l’oscuro (1896) e, scritto tra il 1903 e il 1908, I dinasti, uno dei più ambiziosi poemi drammatici moderni, ispirato all’epopea napoleonica.

 

Thomas Hardy

IL SUONATORE DI DANZE SCOZZESI

e altri racconti

pp. 128 - Euro 7,23 - ISBN 88-7198-446-3