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Laborto è luccisione
di un essere umano innocente. Questa verità può esser detta
in molti modi e con molte intenzioni diverse: per il gusto un po
feroce di ferire e umiliare la donna che ha abortito; o per il desiderio
sincero e amorevole di salvare un innocente da una fine terribile, e una
madre da un rimorso oscuro quanto palpabile. Ma poi, alla fine, contano
i fatti. E il fatto rimane sempre quello: con laborto si uccide.
Questo vuole essere un libro onesto, al punto da trarre con rigore tutte
le conseguenze logiche che la ragione ci impone: se laborto uccide,
e uccide un innocente, non può essere giusto che la legge
in Italia la 194 del 1978 consenta alla donna di praticarlo.
Lo scandalo non è che una donna possa essere tentata di abortire.
Perché ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, un uomo è tentato
di uccidere, rubare, tradire, violentare, sfruttare, mentire, uccidersi.
Lo scandalo è che una società e uno Stato possano dire a
quella donna: "Ecco, accomodati, ti ho preparato un luogo pulito
e sicuro dove tu possa farlo gratuitamente".
Mario Palmaro, laureato in Giurisprudenza, filosofo del diritto,
è docente presso la Facoltà di Bioetica dellUniversità
Pontificia Regina Apostolorum di Roma e presso la Facoltà di Giurisprudenza
dellUniversità Europea di Roma. È presidente nazionale
del Comitato Verità e Vita. Giornalista pubblicista, è una
delle firme della rivista il Timone ed è editorialista de
il Giornale e de il Cittadino di Monza. Dai microfoni di
Radio Maria conduce da anni la rubrica "Incontri con la Bioetica".
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