Cosa sta succedendo al mondo del lavoro? Perché, per tanti (e soprattutto per i giovani), l’occupazione sembra essersi trasformata da opportunità in una forma di condanna? L’aumento esponenziale dei casi di malessere non è solo sintomo di un’economia in crisi, ma segnale di una trasformazione più profonda. Si tratta, come spesso si sente dire, di una questione generazionale? Le nuove leve sono davvero più svogliate, viziate o troppo sensibili? O siamo di fronte a un vero cambio di paradigma che sta ridefinendo il rapporto tra vita, identità e professione?

Il nuovo saggio di Roberto Marchesini affronta queste domande senza pregiudizi, offrendo una mappa per orientarsi in un paesaggio in tumulto. Con la competenza dello psicologo clinico, Marchesini analizza le cause della fatica contemporanea: dall’alienazione digitale alla precarietà esistenziale, dalla crisi di senso alla scomparsa dei confini tra vita privata e professionale.

Ma la proposta del libro va oltre l’analisi. Per tracciare una via d’uscita, l’autore utilizza una «bussola» inaspettata e dimenticata: la Dottrina Sociale della Chiesa. Un corpus di pensiero ricchissimo che, lontano da ogni intento confessionale, offre princìpi universali: la centralità della persona sul profitto, la dignità del lavoro, il diritto al riposo, il valore della comunità. Questi pilastri si rivelano strumenti sorprendentemente attuali per ripensare gli ambienti professionali, riconciliare benessere e produttività, e ridare un orizzonte di significato all’attività lavorativa.

Benedetto, maledetto lavoro non è solo un libro per comprendere, ma uno strumento per reagire.